Artrite reumatoide

Molto spesso sentiamo parlare di artrite reumatoide, ma in cosa consiste davvero questa malattia? Vedremo, nelle prossime righe, di sviscerarne a fondo alcuni dei suoi aspetti più importanti. L’Artrite Reumatoide viene definita un tipo di malattia cronica, che porta con la sua comparsa, una quantità elevata di dolori sparsi, tumefazioni in atto e sensazione di rigidità a livello delle articolazioni.

L’artrite reumatoide colpisci in particolare determinate zone del corpo

Il movimento che viene compromesso è proprio quello delle articolazioni e delle sue funzioni.  Sentiamo parlare spesso del coinvolgimento delle articolazioni nella complessa strutturazione dell’Artrite Reumatoide dal momento che essa è la parte del corpo maggiormente coinvolta. La malattia in questione, però, può scegliere come bersagli anche organi interni come ad esempio i reni, i polmoni, il sistema nervoso, gli occhi o il cuore.

La sensazione di irrigidimento che il paziente affetto dall’Artrite Reumatoide lamenta, è maggiormente visibile ed attiva, al momento del mattino. La fase del risveglio, infatti, è accompagnata da questi sintomi, i quali perdurano anche per diverse ore. In casi estremi, i pazienti lamentano dolori della stessa intensità per l’intera giornata. Per effettuare una corretta diagnosi, è molto importante sapere la durata dell’irrigidimento dal momento che tali differenze, costituiscono una diagnosi differenziale con altre artropatie come l’osteoartrosi, per citare un esempio.

Tra le articolazioni, quelle che maggiormente subiscono la piaga dell’Artrite Reumatoide, sono quelle piccole dei polsi, delle mani, delle ginocchia, dei piedi e delle caviglie. E’ di gran lunga più raro trovare che l’Artrite Reumatoide coinvolga le anche, i gomiti oppure le spalle. In gran parte dei casi, la malattia, sviluppa un tipo di interessamento di natura simmetrica: ciò significa che se la mano destra è interessata, lo sarà quasi per certo anche la sinistra.

In alcuni casi, i soggetti affetti da Artrite Reumatoide, lamenta anche i cosiddetti sintomi  “extra – articolari”. Questi ultimi possono essere indicativi di uno sviluppo sistemico della malattia. Tra essi possiamo ricordare: sensazione di stanchezza, malessere diffuso, calo del peso corporeo, indolenzimento dei muscoli, febbricola, secchezza orale ed oculare, tendini che tendono ad infiammarsi, noduli a livello dell’epidermide dei gomiti e degli avambracci. 

Nonostante ad oggi la causa principale dell’Artrite Reumatoide non è nota, le ricerche nel campo scientifico di questa malattia si susseguono di anno in anno.  Queste ultime, infatti, pongono in evidenza alcuni fattori che posseggono una notevole importanza nello scoppio e nel mantenimento stesso dell’infiammazione dell’Artrite Reumatoide.  L’organo che viene attaccato da quest’ultima, è la membrana sinoviale. Essa è una particolare membrana costituita da cellule che ricoprono l’articolazione la quale produce un liquido che consente la lubrificazione ed il nutrimento stesso della cartilagine posta intorno alle articolazioni. Le cellule immunitarie, le quali provocano il gonfiore e il danno conseguente della cartilagine, rilasciano delle sostanze ad azione pro-infiammatoria che raggiungono anche l’osso. 

Essendo l’Artrite Reumatoide una delle forme più note di artrite di natura infiammatoria, essa interessa lo 0,5 % dell’intera popolazione adulta. Sottolineiamo, però, che la percentuale è sempre in continuo aumento. Nel complesso, la malattia, si presenta in numero maggiore nei soggetti di sesso femminile che hanno tra i quaranta ed i sessant’anni di vita. Non si escludono, donne ed uomini, con età notevolmente inferiori.

Generalmente, la progressione che segue la malattia, è piuttosto variabile da paziente in paziente. Nel complesso, i sintomi compaiono in forma graduale, anche nel corso di diverse settimane o di alcuni mesi. Inizialmente il soggetto si accorge di una certa rigidità nei movimenti delle mani, o comunque nei movimenti delle articolazioni colpite dalla malattia. Quest’ultima, pare migliorare nel corso della giornata. L’Artrite Reumatoide, ai suoi primi stadi, può essere di natura periodica. Solo successivamente, essa diviene persistente e si associa a dolore oppure al rigonfiamento delle articolazioni. Gran parte dei soggetti affetti da Artrite Reumatoide, racconta di periodi realmente acuti, intervallati da periodi di quasi assenza di dolore.

Non è molto semplice stilare una diagnosi di Artrite Reumatoide per diversi motivi che brevemente vi elencheremo. Innanzitutto essa ha un esordio molto sporadico e silenzioso, con sintomi non eccessivamente evidenti . Questi ultimi, inoltre, possono essere associati ad un ventaglio molto ampio di malattie, specie nelle prime fasi. I soggetti con una sospetta Artrite Reumatoide, farebbero bene a rivolgersi primariamente ad un reumatologo per avere la conferma che si tratti della malattia in questione e per ricevere una terapia idonea e corretta.

La valutazione medica che si tratti di sintomi generati da un’Artrite Reumatoide, va compiuta inizialmente servendosi dei dati forniti dal soggetto e delle osservazioni compiute durante la visita medica. Tra essi ritroviamo il calore, il dolore a livello articolare, la presenza di tumefazione. Spesso anche esami di laboratorio possono essere una valido ausilio per ottenere una diagnosi certa di artrite. Tra essi ritroviamo la presenza di fattori anemici, la positività al fattore reumatoide, una VES eccessivamente elevata, o un aumento della proteina C reattiva.

In molti casi, spesso in tutti, uno degli esami che può scongiurare quasi ogni dubbio è quello radiografico. Quest’ultimo, però, è maggiormente funzionale durante gli stadi più avanzati della malattia. Capita che in soggetti nei quali l’ Artrite Reumatoide è presente dai 3 ai 6 mesi, la radiografia non presenta né riscontra alcun tipo di anomalia. Più utile, si trova essere l’ecografia delle articolazioni. Essa, di gran lunga più sensibile rispetto al tradizionale esame radiografico, nonché meno dispendiosa, riesce a rilevare l’ipertrofia della membrana interessata e il livello di infiammazione delle articolazioni compromesse.

Purtroppo, bisogna tenere a mente, che per una fetta molto ampia di soggetti colpiti da Artrite Reumatoide, non è ancora stato sviluppato un test che sia in grado di confermare la diagnosi certa della malattia in questione. Ad oggi, si compie una diagnosi composta da una valutazione attenta, specialistica e multifattoriale dei diversi sintomi presentati dal paziente, nonché dei segni clinici che il medico è in grado di rilevare durante una visita approfondita del soggetto stesso.